L’innalzamento della temperatura corporea è uno strumento preziosissimo della fisiologia che il nostro organismo, utilizza come mezzo di difesa per combattere l’attacco di virus/batteri o quando gli è richiesta una maggiore efficacia ed energia per compensare necessità incombenti come possono essere i traumi, il parto…
I sintomi che precedono l’arrivo della febbre sono i brividi di freddo, il pallore del viso, l’inappetenza, la stanchezza, gli occhi lucidi e una scarsa reattività del bambino agli stimoli esterni.
Generalmente i brividi sono contrazioni muscolari involontarie che rappresentano il meccanismo con cui l’organismo produce calore attraverso il lavoro della muscolatura cutanea.
È consigliato, in questa fase, coprire e riscaldare il bambino, almeno finché la febbre non si sarà stabilizzata, dopodiché si provvederà a svestire il piccolo per evitare il surriscaldamento e permettere la dispersione del calore.
Abitualmente la febbre viene “sentita” adagiando la mano sulla fronte, ma tale sistema non è preciso (se la mano è fredda la fronte calda del bambino apparirà rovente).
È molto più utile accostare alle tempie del bambino le labbra o la guancia anche se, ovviamente, il sistema migliore è costituito dal termometro, digitale o analogico.
Un altro metodo empirico è toccare le mani del piccolo, generalmente sono sempre fresche ed umide, mentre la percezione di calore potrebbe indurre al sospetto del rialzo termico.
Seppur sia una pratica diffusa, sconsigliamo vivamente la misurazione della temperatura rettale, che arreca disturbo al bambino e non consente una misurazione precisa a causa dei possibili movimenti.
Esistono termometri elettronici molto veloci nell’esecuzione del rilievo termico, che rendono molto più semplice la procedura.
E’ utile sapere che nel rilievo della temperatura auricolare, non sempre il risultato è attendibile se è presente un’infiammazione locale.
I pediatri sovente ricordano che si è in presenza di febbre quando la temperatura… SEGUE